Sicurezza

Tipologie di rischio e relativi contesti di sicurezza pulizia e sanificazione CEO fraud e business email compromise (BEC)

Il frodatore impersona un dirigente apicale, in genere il CEO o il CFO, e invia richieste urgenti di bonifico a un addetto della tesoreria, simulando’un operazione riservata (acquisizione, pagamento d’emergenza, regolarizzazione fiscale). La BEC è una variante più ampia che colpisce anche fornitori e partner, sfruttando email compromesse o spoofing del dominio. Il punto critico è la combinazione tra pressione gerarchica e bypass delle procedure di autorizzazione standard.

Sostituzione di IBAN in fattura (fake invoice)

Un fornitore reale invia una fattura autentica. A seguito di un’intrusione sulla casella email del mittente o del destinatario, l’IBAN viene modificato prima dell’arrivo in contabilità. Il pagamento risulta tecnicamente valido ma viene incassato dal frodatore. Senza una verifica e un controllo dell’intestatario, l’azienda scopre la frode solo al sollecito di pagamento del fornitore legittimo, con tempi di recupero in genere parziali.

Phishing e spear phishing

Il phishing classico veicola messaggi fraudolenti su larga scala per sottrarre credenziali. Lo spear phishing è la versione mirata, costruita con informazioni specifiche sull’azienda e sulle persone, e ha tassi di successo significativamente più alti. Nei flussi B2B viene usato come vettore iniziale per compromettere account email che servono poi a lanciare CEO fraud o BEC.

Frodi tramite identità digitale e deepfake

L’aggravante del furto di identità digitale prevista dall’articolo 640-ter terzo comma riflette una tendenza in crescita: secondo i dati della Polizia Postale per il primo semestre 2025, le frodi d’investimento potenziate da deepfake di personaggi noti e lo spoofing di numeri di telefono o mittenti fidati sono in netto aumento (fonte: Polizia di Stato, 2025). In ambito B2B, deepfake audio e video sono già stati usati per autorizzare bonifici falsi simulando la voce o il volto di dirigenti.

Nel contesto informatico della Cyber Security, i concetti di "pulizia" (malware removal) e "sanificazione" (data sanitization o input sanitization) indicano le procedure necessarie per bonificare un sito web compromesso da attacchi hacker e prevenire nuove infezioni.

Rischi per gli utenti che navigano sui siti web:

Iniezione di Codice Malevolo (Malicious Code Injection): Vulnerabilità (come SQL Injection o Cross-Site Scripting - XSS) che permettono agli attaccanti di inserire script nocivi nel database o nelle pagine web.

Presenza di Backdoor: File nascosti creati dagli hacker all'interno del server per mantenere l'accesso al sito anche dopo il cambio delle password

SEO Spam e Redirect Malevoli: Manomissione delle pagine del sito per reindirizzare gli utenti verso portali truffaldini o pubblicità illegali, danneggiando gravemente il posizionamento sui motori di ricerca

Data Breach e Data Exfiltration: Furto di dati sensibili degli utenti (credenziali, informazioni personali, dati di pagamento) custoditi nei database del sito

Data Poisoning e Attacchi AI (Nuovi Rischi): Compromissione dei moduli di intelligenza artificiale o delle API integrate nel sito tramite la manipolazione dei dati di input (Prompt Injection)

Procedure di Pulizia e Sanificazione

Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza seguono protocolli tecnici precisi suddivisi in tre ambiti di intervento:

  1. Sanificazione degli Input e del Codice: Configurare il codice del sito in modo che filtri e neutralizzi qualsiasi dato inserito dagli utenti nei form (es. moduli di contatto o barre di ricerca), impedendo l'esecuzione di comandi SQL o script dannosi (validazione dei dati inviati)
    Principio del minimo privilegio: Limitare i permessi di scrittura sui file di configurazione del server (es. file .htaccess o wp-config.php) per impedire modifiche non autorizzate.
  2. Pulizia del Sito Compromesso Isolamento del sito: Mettere momentaneamente il portale in modalità manutenzione per interrompere il traffico e proteggere i visitatori.
    Scansione profonda del server: Utilizzare strumenti di controllo lato server (Server-side Scanner) per localizzare i file infetti, confrontando l'alberatura attuale con una copia pulita del codice sorgente.
    Rimozione del malware e delle backdoor: Eliminare le stringhe di codice dannoso occultate all'interno dei file legittimi e cancellare definitivamente i file estranei iniettati dagli hacker.
    Sanificazione del Database: Bonificare le tabelle del database per ripulirle da stringhe di testo sospette o link associati a campagne di SEO Spam
  3. Post-Pulizia e Irrobustimento Resettaggio delle credenziali: Cambiare tutte le password del pannello di amministrazione, dei database, degli accessi FTP/SSH e dell'hosting.
    Aggiornamento: Installare le versioni più recenti del core del CMS (WordPress, Joomla, ecc.), dei temi e dei plugin per risolvere le vulnerabilità note.
    Implementazione di un WAF (Web Application Firewall): Attivare un firewall per applicazioni web in grado di filtrare il traffico e bloccare gli attacchi prima che raggiungano il server.

Infine è necezzario inviare richiesta di rimozione dalle blacklist: Segnalare ai motori di ricerca (come Google) l'avvenuta pulizia del sito per rimuovere i messaggi di avviso che scoraggiano gli utenti dall'entrare.